Blogging, Diario

Perché un blog personale

kaboompics-com_female-workspace-with-white-flowersSentii parlare per la prima volta di blog nel 2006. Molti blog di quel periodo erano esteticamente un gran casino: incorniciati da layout possenti, si presentavano come pot-pourri di immagini glitterate (veri e propri must have ai tempi), sfondi animati, file mp3, slide fotografiche. Sono sicura che sappiate bene ciò di cui parlo. Difficile dimenticare le (non poche) volte in cui un computer si è impallato alla partenza di Sorry Seems to Be the Hardest Word dei Blue o Basket Case dei Green Day. Poi, piazzati in un box centrale, stavano i post. In quei testi dalla forma arrotondata e dai colori psichedelici gli autori parlavano di sé, delle proprie giornate, esperienze, passioni. C’era chi scriveva di un amore a distanza, chi dei propri dissidi, di un viaggio o dei progetti futuri.
Ero decisamente affascinata da quel modo in cui la gente si metteva a nudo per creare una presenza digitale in grado di rispecchiare il più possibile, dagli argomenti trattati alla grafica, la propria identità reale.

Prima esperienza di blogging – Pur essendo cresciuta con l’abitudine di tenere un diario cartaceo, a quindici anni decisi di aprire il mio primo blog personale, spinta da un’enorme curiosità verso quei mezzi così potenti e unici che Internet metteva a disposizione per poter raccontarsi agli altri.
Ai tempi scelsi Splinder e un nome di dominio sofisticato come dolceanny91, un tocco molto teen, non credete? Splinder non esiste più ma resta una piattaforma a cui rimango particolarmente legata, fu lì che cominciai a masticare un po’ di html, a condividere la mia storia e ad apprezzare gli effetti positivi di un’attività come il blogging. Utilizzavo il mio vecchio blog come normalmente si fa con un diario personale e lì mi resi conto che postare contenuti online significava non solo parlare di sé, ma anche consentire ad altre persone di rispecchiarsi nelle nostre parole ed emozioni, nei nostri pensieri, ricavandone da ciò qualcosa per loro. Io stessa, tuttora, quando brancolo su Google alla ricerca di informazioni, consigli e non solo, spero sempre di imbattermi in un blog.
Rimasi su Splinder per circa cinque anni, grossomodo fino alla sua chiusura, in seguito decisi di vivere un’esperienza differente iscrivendomi a Tumblr. Nonostante delle serie perplessità sulla pronuncia del nome (“tAmblr”?) adoro questa piattaforma, un sito di microblogging che consente ai suoi utenti una rapida ed efficace condivisione di materiale pertinente alle proprie passioni.

L’atterraggio su WordPress – Il mio tumblog è, dunque, una sorta di teca che riassume ciò che più mi piace e mi ispira. Tuttavia, su Tumblr non ho dato una vera e propria priorità alla scrittura, finché ho cominciato ad avvertire la necessità di condividere ciò che scrivo, l’ho sentita emergere in maniera sempre più intensa. Ho pensato “Perché non aprire un blog personale, nuovamente?” e WordPress mi è sembrato il luogo più indicato per iniziare. Ritengo che la vita sia una grande avventura e che condividere con gli altri sogni, progetti, interessi, esperienze ed opinioni faccia parte della crescita di ogni persona. Decidere di aprire un blog è un po’ come una scommessa con se stessi, non sai ancora dove ti porterà, stai semplicemente lì, davanti ad un monitor, una tastiera, un pacco di biscotti e cominci, per te stessa e da te stessa, mettendoci solo tanto amore e passione. Credo molto nel potere dello sharing offerto oggi dal mondo digitale e negli effetti positivi che da questo possono essere ottenuti.
L’apertura di un blog comporta anche un po’ di creatività, ho in mente tante cose per questo posticino disperso in un oceano grande chiamato Web, tutte ancora aggrovigliate come un paio di auricolari nella borsa. Vediamo cosa uscirà fuori, perciò benvenuti e stay tuned!

picture from Kaboompics

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26 thoughts on “Perché un blog personale”

  1. Ciao, anche io ho aperto il blog da poco, se ti va di fare un giretto 😉
    Non vedo l’ora di leggere i tuoi prossimi articoli, benvenuta!

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