Ispirazione, Musica

Una playlist può migliorare la giornata

kaboompics1Constaterete la mia leggera dipendenza dalla musica. In pratica, appartengo a quella categoria di persone che non riescono a camminare per strada o entrare in un negozio senza mettere un paio di auricolari alle orecchie. Così, oggi, vorrei parlarvi di cosa rappresenti per me la musica e del modo in cui gestisco la mia preferita attraverso playlist.
Nel mio caso la musica ha sempre ricoperto una posizione di prestigio; non sono una musicista (riconosco qualche nota e a stento riesco strimpellare una tastiera) ma c’è un aspetto che non posso non considerare. L’aver cominciato a studiare danza all’età di tre anni, in effetti, deve avermi abituata alla musica sin da piccola. Fu nel periodo in cui la mia insegnante mi chiedeva di somigliare ad un pettirosso o ad un cignetto che cominciai a comprendere la capacità, propria delle note, di descrivere e di aiutarci a descrivere qualsiasi universo, così come l’impatto che esse possono avere sullo stato d’animo di ogni persona. Per me la musica è davvero l’unico strumento col potere di rimuovere la polvere, figlia di una vita caotica, che tende a ristagnarsi sul nostro lato più intimo, essa è quell’ingrediente che può dare, così come cambiare, il ritmo alla nostra giornata, ciò che può aiutarci a trovare la giusta motivazione o che accompagna e contribuisce a rendere unico ogni periodo della nostra esistenza. Ecco perché, per me, la musica è davvero importante e parte integrante della mia vita, dato che basta anche solo uno smartphone per portarla con noi, praticamente, ovunque. Adoro avere la mia colonna sonora personale e, ne sono certa, ognuno di voi avrà la propria.

L’efficienza delle playlist – Io considero le playlist la versione 2.0 delle vecchie cassettine a nastro. Quante volte è capitato di aver voglia di ascoltare quella canzone in un dato momento ma di non averla a portata di mano? O che una canzone sbagliata potesse mandare in rovina anche un momento perfetto? Le playlist sono davvero la soluzione a questa nostra esigenza. Da un po’ di tempo a questa parte utilizzo principalmente Spotify per ascoltare e organizzare la mia musica preferita. C’è chi lo considera un po’, come dire, ostico e pesante ma, credetemi, per me conoscere Spotify è stato un po’ come scoprire El Dorado, perché aiuta a muoverti con facilità nella giungla dell’industria musicale e consente una gestione rapida e personalizzata delle playlist. Amo generi disparati, per cui le mie playlist su Spotify sono principalmente articolate per temi e stati d’animo (queste sono circa dieci, quindi provate ad immaginare la mutevolezza che manco Inside Out), tuttavia da un po’ di tempo a questa parte ne sono nate alcune che ho creato ispirandomi interamente a delle persone ed altre, le più estese, dove invece  racchiudo ciò che ascolto in un dato periodo dell’anno (principalmente in una stagione). Sicuramente ne condividerò qualcuna qui stesso, nel frattempo parlatemi di voi. Qual è il vostro rapporto con la musica? Come gestite la vostra musica?

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8 thoughts on “Una playlist può migliorare la giornata”

  1. Anche io non vivo senza musica, ho anche scritto un articolo su questo che si intitola “Mi drogo di musica”
    È tutto vero, io mi drogo di musica ogni giorni, è una vera e proprio dipendenza e se la mattina prima di andare a scuola non ascolto la mia playlist mentre vado a scuola ….allora staró tutto il giorno con quell’ansia di una dose di Birdy o One republic

  2. Capisco profondamente la scelta d’uso. Personalmente uso Spotify soprattutto per la funzione “Stazione dell’Artista” che mi consente un ascolto molto vasto ma indirizzato nelle serate di blog-scrittura (il mio ghost-blog), quando non ho l’esigenza-esistenziale di un CD specifico. Ammetto di essere uno di quelli che la musica la “indossano” tutto il giorno e che la mia discografia supero ormai i 4000 CD. Come tutti gli “indossatori” vado a periodi e, ad esempio, in questi giorno oscillo fra la musica punjabi-style (tipo Malkit Singh), quella folk (tipo Berroguetto), la folk-rock (tipo Korpiklaani o FolkSone) o lo shoegaze (tipo Alcest). Seguo l’onda dell’emozione e cambio l’abito chiedendomi “domani come tirerà il mio vento”.

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