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Candeline ed agrifoglio

31039206952_2de4b1dbc3_kOgni 12 dicembre, da dieci anni a questa parte, mi ritrovo a realizzare un biglietto per Sario. E così anche quest’anno, in occasione delle sue ventisei candeline. Perché complicarsi la vita e non comprarne  uno prestampato? Semplice, sarebbe tutto troppo asettico, freddo. Sario sa dipingere, dipinge divinamente,  dietro la camicia e la cravatta che il lavoro gli impone nasconde un cuore d’artista ma io, come una bambina di cinque anni, non mi sono mai creata problemi a disegnare qualcosa per lui. Ho preso un foglio A4, l’ho ripiegato e vi ho riprodotto Snoopy nelle vesti del pilota. Chi ha spulciato tra le mie pagine sa che Snoopy è la mascotte della mia vita ed è, inevitabilmente, legato alla nostra storia. Ho utilizzato i vecchi pastelli che custodisco gelosamente all’interno di un astuccio delle scuole medie. Secondo me i pastelli sono colori senza tempo, sono in assoluto i miei preferiti. E poi beh, la dedica.  Snoopy-pilota ha il suo perché, dal momento che quest’anno ho deciso di regalargli un bagaglio a mano della Roncato. Sario viaggia spesso per lavoro ed era quindi arrivato il momento di un trolley nuovo. Non sono stata una fidanzata esemplare tempisticamente parlando, dato che il regalo l’ho acquistato solo ieri mattina. Avevo quasi partorito cosa comprare ma, sapete, questo è un po’ il contro di un fidanzato che compie gli anni soli pochi giorni prima del Natale. Ammettiamolo, fare un regalo ad una donna è mille volte più semplice! Ma poco importa quando, alla fine, ti muovi vincitrice tra la gente impazzita al centro commerciale,  agitando a mo’ di trofeo il pacco regalo. Ce l’avevo fatta. Busta, pinzettatrice. Tutto deve essere perfetto nella sua imperfezione, non importa siano trascorsi anni, tengo  a giorni come questo nello stesso modo in cui ci tenevo quella volta in cui avevo pensato di regalargli un semplicissimo cd dati con le nostre prime foto. Come ogni sera del 12 dicembre, ieri faceva un freddo da sciarpona, le strade luccicavano, in giro vendevano rametti di agrifoglio, la puoi toccare l’aria natalizia e lui sempre bello ed unico, coi suoi occhi scuri ed espressivi, dietro la torta che preferisce, quella al gusto di cassata siciliana. Sul biglietto di cui vi ho parlato inizialmente ho citato Jose Saramago da “Viaggio in Portogallo”, in cui l’autore scrive che il viaggio non finisce mai, che bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva. Bisogna ricominciare il viaggio ed io, il mio, lo ricomincio con te.

Picture from Kaboompics

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18 thoughts on “Candeline ed agrifoglio”

  1. Ciao BacioSulNaso! Complimenti per il tuo post è davvero molto emozionante.
    Ascolta, ho cambiato l’indirizzo del mio blog. Se ti va, potresti seguirmi all’indirizzo madeinmichela.com.
    Un bacio!
    Michela

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