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Sant’Agata e i suoi dolci

10Ogni anno, dal 3 alla mattina del 6 febbraio, la mia città natale, Catania, si veste a festa per celebrare la sua Santuzza, Agata. Si tratta, ebbene sì, della terza festa religiosa più importante al mondo, segue solo la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù.
24Non esagero nel dirvi che è esponenziale il numero di persone che decidono di partecipare per pura devozione alla Santa Patrona di Catania di cui circolano, per ben due giorni e mezzo, le reliquie o, semplicemente, per apprezzare il profilo folkloristico dell’evento più atteso della città etnea che, in questi giorni, si ferma e non dorme mai diventando un crogiuolo di fede, colori, luci, “annacate” di candelore, profumi e sapori impossibili da trovare in altri luoghi se non qui, a Catania. A proposito di profumi e sapori unici, ho deciso di proporvi un salto nella pasticceria siciliana catanese che, per l’occasione, crea delle ricercate prelibatezze rappresentanti uno straordinario punto di incontro tra la storia della Martire e i prodotti tipici del nostro territorio. Parlo delle Minnuzze e delle Olivette di Sant’Agata.

cassatella

Le Minnuzze di Sant’Agata (altrimenti dette, Minni ri virgini o Cassateddi di Sant’Ajita) posseggono radici ritracciabili nel culto isideo. Per esaltarne la qualità di dea madre venivano realizzati dei dolci raffiguranti proprio il candido seno di Iside. Diverse fonti documentano che questo culto effettivamente arrivò a Catania e venne reinterpretato in chiave religiosa per simbolizzare il martirio, avvenuto nel 251 d.C., di Agata alla quale vennero estirpate le mammelle. Il pasticcino è un vero e proprio omaggio alla Santuzza catanese e consiste sostanzialmente in una cassatina siciliana a forma di piccolo seno, fatto di pasta frolla (a volte bagnata col rosolio), farcito con ricotta, gocce di gioccolato e canditi. L’esterno è completamente ricoperto da glassa bianca al limone e decorato con una ciliegina candita sull’estremità superiore per ricordare maggiormente la forma di un seno. Voglio dirvelo, questo dolce è in assoluto il mio preferito durante le festività agatine e, nonostante non sia una fanatica dei canditi, vi assicuro che il risultato finale è veramente strepitoso.
Inserisco di seguito l’antica ricetta che mia nonna custodisce da anni nella sua credenza.
Minnuzze di Sant’Agata
Preparazione per 8 minnuzze
Ingredienti per la pasta frolla:
3 uova
500 gr di farina
140 gr di zucchero a velo
150 gr di burro
estratto di vaniglia (q.b.)

Ingredienti per la farcitura:
500 gr di ricotta di pecora
90 gr di zucchero
100 gr di cioccolato fondente a scaglie
80 gr di canditi a cubetti (es. arancia o cedro)

Ingredienti per la copertura in glassa:
2 albumi d’uovo
350 g di zucchero a velo
2 cucchiaini di succo di limone
8 ciliegine candite

Procedura
Per ottenere la pasta frolla disporre la farina su di un piano a mo’ di montagnetta per poi aggiungere il burro (meglio se a cubetti). Lavorare con le dita il composto per qualche momento, aggiungere lo zucchero a velo, le uova e l’estratto di vaniglia continuando ad amalgamare bene fino ad ottenere un morbido e compatto panetto da avvolgere con pellicola trasparente e far riposare in frigo per 20/30 minuti.
In attesa, inserire in una ciotola la ricotta e lavorarla con una forchetta, aggiungere zucchero e amalgamare fino ad ottenere una soffice crema priva di grumi, poi versare le scaglie di cioccolato e canditi e coprite con pellicola per far riposare la farcitura per almeno un’ora affinché i sapori si armonizzino tra loro.
Stendere con il matterello la pasta frolla uscita dal frigo su un piano cosparso di farina. Imburrare ed infarinare degli stampini rotondi e foderarli sul fondo con uno strato sottile di pastafrolla affinché il dolce abbia la forma di una mammella; inserire la farcitura di ricotta, chiudere gli stampini con un dischetto di frolla, capovolgere gli stampini e posizionarli su una teglia imburrata da infornare. Far cuocere a 180° per 25/35 minuti.
Nel frattempo prepariamo la glassa: montando gli albumi con un pizzico di sale, succo di limone e zucchero fino ad ottenere una crema bianca e spumosa.
Una volta sfornate le cassatine e fatte freddare, bisogna estrarle delicatamente dallo stampino facendovi poi colare su la glassa uniformemente. Per renderli ancora più somiglianti a dei seni decorate con una ciliegina candita.

olivette

Giunto il momento di presentarvi altre creature figlie della dolceria catanese per i festeggiamenti agatini: le Olivette di Sant’Agata (o aliveddi ri Sant’Ajita). Anche questo pasticcino è strettamente legato ad un episodio che ebbe come protagonista la Santa Patrona di Catania e per questo preparate tradizionalmente tra gennaio e febbraio, come le minnuzze. Si racconta, infatti, che nel periodo in cui Agata era ricercata dai soldati di Quinziano, chinandosi per allacciare un calzare, vide materializzarsi davanti a sé un albero di ulivo che la celò alla vista delle guardie persecutrici dandole, così, anche i frutti per potersi sfamare. Amo il modo con il quale i catanesi riescano a far incontrare, anche questa volta, agiografia e arte culinaria. Questi dolci sono i più semplici da preparare ma anche i più sfiziosi per i palati. Di dimensione e forma esattamente come quelle di un’oliva, ma in realtà sono fatti di pasta di mandorla ricoperta di zucchero semolato, liquore e tanto verde. Sono in molti i catanesi che durante la processione (o i giri esterno ed interno) si spostano per le vie della città con un sacchetto colmo di olivette o che semplicemente, dopo il pranzo, le offrono a tavola come dessert da accompagnare al caffè.
Anche in questo caso voglio condividere con voi la ricetta per preparare l’aliveddi.

Ingredienti
500 gr di farina di mandorle
500 gr di zucchero
2 cucchiai di liquore dolce
2 cucchiai di colorante verde per dolci
1/2 bicchiere d’acqua

Procedura
Si comincia riponendo farina e zucchero all’interno di un tegame, insieme al colorante verde. Versare l’acqua a filo impastando contemporaneamente il tutto, fino ad ottenere un morbido impasto. Cuocere la “cremina” a fuoco lento per circa 15/20 minuti, senza cessare di mescolare il composto e aggiungere il liquore. Lasciar freddare l’impasto, staccare delle porzioni e modellarle affnché assumano la forma di olivette, successivamente fate rotolare le palline in un po’ di zucchero, riporle in un vassoietto, lasciarle riposare e poi servirle.

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  • Potete seguirmi sul mio profilo Instagram, in cui potrete trovare (anche) alcune foto e video realizzati dalla sottoscritta tra il 3 e il 6 febbraio scorsi a Catania.
  • Clicca qui per maggiori informazioni su Sant’Agata e sulla festa.
  • Clicca qui per altre straordinarie foto della Festa di Sant’Agata e qui per i video delle tappe più importanti dell’evento.
  • Immagini adoperate nel post prelevate da 1, 2, 3, 4, 5
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16 thoughts on “Sant’Agata e i suoi dolci”

  1. Che meraviglia! Adoro la cucina siciliana ed i dolci sono “il fiore all’occhiello”.
    Ricordo anche con affetto una persona cara di Misterbianco che mi parlava di questa bella festa.

  2. veramente speciale questo post che unisce i riferimenti alla festa e due dolci tipici di catania in questo periodo.
    Grazie per informazioni e ricette.
    Dimostri di amare, molto, la tua città.

    1. Ti sono immensamente grata per questo commento che dimostra, appunto, il fatto di essere riuscita nel mio intento. Sono contenta che tu l’abbia apprezzato, hai ragione, sono molto legata alla mia terra e alle mie origini, mi piace trovare spunti da esse e condividerle con voi!

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